Quando seppe che mi piacevano, mi portava gli alberi, non i rami. Li tagliava o glieli regalavano, non lo so. Li caricava sulla Lambretta – la Vespa, dopo qualche anno – e si faceva venti chilometri dal paese. Con l’albero giallo tra i piedi.

Arrivava appena fiorivano, prima che fosse marzo, molto prima della primavera.

Alla porta, entrava prima l’albero e poi lui, ti piacciono, no?, che non era di tante parole.

Gli avevo preparato una torta margherita fatta con le buste. A casa non c’era nessuno.

Mangiavamo con la mimosa stesa sul tavolo, lunga quanto l’intero tavolo.

Che ne facciamo ora? È troppo grande, troppo profumo.

Dividila, con qualcuno.

Mio nonno ce l’aveva come filosofia, dividi quello che hai, fatti un amico.

O portiamola in chiesa.

Gli piaceva la chiesa di Santa Teresa su via Cesare Battisti, lontana, la mimosa la dovevamo trascinare a piedi.

Se il portone era chiuso, ce la lasciavamo appoggiata.

Poi riprendeva la Lambretta – la Vespa, dopo qualche anno – e tornava al paese senza risalire a casa. Mi metteva in mano qualcosa, dividi con tua sorella.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...